Villa Medici Accademia di francia a Roma - Medaglia d’onore
Par Nicolas Salagnac, mardi 30 décembre 2008 à 10:57 :: Médailles :: #226 :: rss
La Medaglia d’onore dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici concepita è eseguita da Nicolas Salagnac, incisore medaglista – “Meilleur Ouvrier de France” (Maestro Incisore di Francia).
Per oltre due secoli l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ha dato il suo contributo alla preziosa arte della Medaglia accogliendo borsisti incisori, il cui grande talento è a giusto titolo rinomato.
La Medaglia, ad un tempo sinonimo di riconoscimento e attestato di stima, segna lo spirito di un’epoca scolpendo nella memoria collettiva il valore di quello scambio che avviene tra l’artista che la crea, l’istituzione che la conferisce e colui o colei che la riceve. Ed è permanente.
Per onorare la tradizione della Medaglia d’Onore, conferita per rendere omaggio alle personalità distintesi in modo particolare nei campi della scienza, dell’arte e della cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, intende riallacciarsi alla sua vocazione e ai suoi valori originari.
La Medaglia d’Onore dell’Accademia di Francia diventa in tal modo l’imperituro simbolo duraturo di un sentimento di profonda gratitudine e stima.
Il Direttore, Frédéric Mitterrand
Pascal Le Segretain © Gettyimages
L’ARTE DELLA INCISIONE MEDAGLISTICA A VILLA MEDICI (1806 - 1970)
L’arte dell’incisione su medaglia ha segnato la storia dell’arte in quanto, a prescindere al suo valore di scambio economico, essa celebra un personaggio, un momento storico, un luogo o una istituzione. Ed è per questo suo carattere celebrativo che tale arte fu incoraggiata e sostenuta dalle istituzioni politiche e artistiche francesi. Dai tempi di Luigi XVI, la Francia ha sempre avuto una attenzione particolare per quest’arte, soprattutto grazie alla costituzione di importanti collezioni che sono oggi in depositi in vari musei e biblioteche. E fu il Re Sole, tra l’altro fondatore dell’Accademia di Francia a Roma nel 1666, a promuovere tre anni prima l’Accademia dell’Incisione e della Medaglia del 1663.
La storia dell’incisione di medaglie a Villa Medici, principia con l’insediamento dell’Accademia di Francia a Roma nella sede della villa medicea nel 1803 per interrompersi nel 1970, a seguito della riforma che ha annullato il Prix de Rome e rielaborato la funzione dei borsisti nell’Accademia. Il primo borsista incisore di medaglie a Villa Medici viene selezionato nel 1805: si tratta di Nicolas Pierre Tiolier. Per buona parte del XIX secolo, a Parigi, gli artisti incisori della Ecole des Beaux Arts di Parigi, sono iniziati all’arte in diversi atelier fuori dalla scuola. La scuola istituisce un laboratorio di incisione solo verso la fine del secolo.
Il Prix de Rome è un concorso difficile, numerosi sono i candidati, pochissimi gli eletti. Il concorso ha luogo inoltre solo una volta ogni due anni, a partire dal 1805: ogni candidato si presenta per una prima prova con una bozza di progetto, elaborata sulla base di un soggetto scelto dalla classe di belle arti dell’Istituto. Si tratta di una pre-selezione; i prescelti per la seconda parte del concorso, debbono in seguito realizzare in sei giorni una figura di circa 50 cm. Una volta superate entrambe le prove, essi concorrono per l’esame finale. Per l’ultima prova, la più difficile - è il momento dell’”ingresso nella loggia”, periodo durante il quale il candidato concretizza il proprio progetto in una loggia, quasi isolato dal mondo esterno - il giovane artista deve realizzare una bozza sulla base di un soggetto commissionato. Gli restano poi novanta giorni per incidere e realizzare la medaglia. Alla fine, la giuria da il proprio verdetto sul vincitore della medaglia d’oro (ossia il Prix de Rome) che consente al fortunato di partire alla volta della Città Eterna, per un soggiorno di diversi anni (tra i 3 e i 5 anni, a seconda del progetto).
Una volta a Roma, l’artista può infine perfezionare la sua arte grazie alla possibilità di eseguire copie dei lavori che si trovano nelle numerose collezioni antiche e moderne: la copia di modelli antichi rimane infatti uno dei pilastri della tradizione accademica. Grazie all’abilità dei maestri che l’artista ha l’occasione di frequentare, egli può cimentarsi nel cercare di superarli, nonché di creare forme nuove. Durante il soggiorno romano, il borsista ha l’obbligo di corrispondere i suoi studi, detti “invii da Roma”, all’Istituto parigino. I membri della prestigiosa istituzione esaminano attentamente i lavori, catalogandoli. A Villa Medici, l’artista alimenta le proprie ricerche nella biblioteca dell’Accademia, che sino alla riforma del 1963 è situata nello spazio del Grand Salon. Inoltre, in Galleria, si esercita nel disegno, grazie ai numerosi calchi di sculture antiche ivi presenti. La Villa ha potuto infine costituire un medagliere, composto da numerose copie in gesso di monete antiche (55 pezzi, per la maggior parte realizzati su modelli greci) e moderne (139, dalla metà del XV secolo al XVII del Rinascimento Italiano) che sono a tutt’oggi preziosamente conservate.
L’atelier dell’artista incisore si è spostato in vari spazi della Villa nel corso del tempo. L’ultimo borsista medaglista, nel 1963, ebbe come atelier la Stanza degli Uccelli (detta anche Studiolo). La pressa, acquistata nel 1958, è ancora oggi visibile in una stanzetta situata proprio lì sotto, ricoperta dalla polvere del tempo. Il Prix de Rome è dunque stato, per oltre un secolo e mezzo, il miglior modo per ogni incisore medaglista per accedere in seguito a istituzioni prestigiose quali “la Monnaie de Paris” o l’Ecole des Beaux Arts. Nella incantevole cornice di Villa Medici molti artisti hanno visto aprirsi le porte del loro brillante avvenire…
Marc Bayard - Responsabile del dipartimento di Storia dell’Arte - Accademia di Francia a Roma
Per oltre un secolo e mezzo, il Concorso per il Prix de Rome e il soggiorno dei vincitori a Villa Medici hanno contribuito largamente alla vitalità dell’arte medaglistica in Francia.
Come i suoi contemporanei, Luigi XVI, benché sempre attento all’arte della medaglia, era poco incline a considerare i medaglisti come dei veri e propri artisti. Gli incisori dovevano quindi contentarsi di trascrivere fedelmente le composizioni determinate dalla Petite Académie, per qualche tempo Accademia reale della Medaglia e dell’Incisione per poi chiamarsi definitivamente Accademia della Incisione e delle Belle Lettere. Era quindi inutile mandarli a Roma perché familiarizzassero con i lasciti dell’Antichità o con le opere degli artisti italiani, che sin dal Rinascimento, illuminavano l’Europa. Bisognerà attendere l’intervento di Bonaparte perché l’Académie des Beaux Arts gli riservi un posto e che venga appositamente concepito un Prix de Rome per l’incisione, attribuito infatti, per la prima volta nel 1805. è sufficiente dare una scorsa alla lista degli incisori borsisti a Villa Medici, per ritrovare i nomi di gran parte di quei medaglisti che lasciarono un segno nel loro tempo. Il più noto tra di essi, rimane Louis Oscar Roty, la cui Semeuse ha adornato le monete francesi per oltre un secolo.
L’ammissione a Villa Medici era ad un tempo il coronamento di lunghi anni di formazione e l’aprirsi di larghi orizzonti. Ne testimoniano la vita e l’opera di Louis Muller. Nato nel 1902 nei sobborghi di Lione, egli associa a una attività professionale alcuni corsi di incisione e scultura, ottenendo in seguito una borsa di studio che gli consente di accedere alla Ecole nazionale des Beaux Arts. Ottiene per primo il Secondo Grand Prix de Rome nel 1929, e si afferma al concorso seguente ottenendo il Primo Grand Prix de Rome (1932) che gli apre le porte di Villa Medici. All’arrivo, inizio inverno, Louis Muller si precipita a visitare i musei e le varie collezioni, alle quali può facilmente accedere grazie alla sua nuova posizione. Con l’arrivo della bella stagione, si impregna delle ricchezze architettoniche e monumentali della città di Roma e successivamente delle campagne italiane.
Ma Villa Medici è anche un focolare artistico cui partecipano anche gli altri artisti vincitori dei diversi altri Premi. Louis Muller stringe così legami ed amicizie prolifiche, dallo scultore Henri Lagriffoul, il pittore Yves Brayer e l’architetto Alexandre Courtois. D’altro canto, la fama dell’Accademia di Francia a Rome, facilita anche gli scambi con artisti italiani. Vent’anni dopo, Louis Muller ricorda il legame d’amicizia stretto con il direttore della Scuola d’Arte della Medaglia di Roma :
“…Giuseppe Romagnoli mi accolse con estrema benevolenza… nacque tra noi un’amicizia di cui sento ancora il calore. Gli sarò eternamente riconoscente per i preziosi consigli prodigatimi e per aver facilitato la realizzazione dei miei primi lavori”.
Per Louis Muller, come per tanti altri prima e dopo di lui, il soggiorno a Villa Medici, segna una tappa fondamentale nell’affermazione di un proprio stile.
Jean-Pol Donné, Presidente del Circolo Lionese di Numismatica
STORIA DELLA MEDAGLIA
La medaglia, come viene concepita sin dal Rinascimento, nasce ufficialmente a Roma nel 1439, quando Eugenio IV accoglie Giovanni VIII Paleologo, imperatore di Bisanzio. Quest’ultimo veniva per negoziare un’alleanza contro i Turchi e in tale occasione il Papa voleva offrire al suo ospite un presente degno del suo rango. Si chiese allora a un pittore veronese di talento, Antonio Puccio Pisano detto il Pisanello, di magnificare tale ospite illustre. Anziché fissare su di una tavola di legno dipinto il ritratto dell’erede di un mondo romano ormai scomparso da oltre mille anni in Occidente, Pisanello decise di riprendere l’antica tradizione dei medaglioni in metallo la cui produzione abbondava sotto l’impero romano. Questa prima medaglia riscosse immediato successo e suscitò l’ammirazione di tutti. L’arte medaglistica divenne allora subito di moda, facendo nascere l’idea di poter far dono del proprio ritratto scolpito sul metallo o riceverlo in dono dagli altri. Le corti principesche finirono ben presto con il contendersi gli artisti migliori e, per poter rispondere adeguatamente alla pressante richiesta, numerosi pittori, scultori e orefici si iniziarono all’arte medaglistica.
Nel 1494, in occasione del passaggio a Lione di Carlo VIII e della sua consorte Anna di Bretagna, maestri incisori della città vollero offrir loro una delle famose medaglie, già molto apprezzate oltr’alpe. Si chiese allora a tre orefici, due Lionesi e un Fiorentino, di produrne diversi esemplari in oro, argento e bronzo, per la maggior parte dorati. Questa prima medaglia francese rimane una delle migliori, sia per via dello stile notevole che per la sua innegabile originalità.
Quel momento sancisce l’inizio di una vera e propria tradizione di arte medaglistica a Lione scolpendo i nomi di Warin, Penin e Muller nella storia del nostro patrimonio artistico. Nicolas Salagnac è l’erede attuale di questa tradizione ancestrale. Con intelligenza e finezza, ha saputo restituirle la originaria nobiltà. Realizzando la Medaglia d’Onore di Villa Medici, egli conferma nuovamente che quest’arte, riconosciuta dal 1805 dall’Accademia di Francia a Roma, è e rimarrà una componente, discreta ma non pertanto trascurabile, della cultura artistica francese.
François Planet - Conservatore del Medagliere, Musée des Beaux-Arts di Lione
DESCRIZIONE DELLA MEDAGLIA DI VILLA MEDICI
Questa medaglia, che ha un diametro di 90 millimetri, è stata concepita e realizzata nel rispetto della tradizione.
Sul recto è raffigurata una veduta dell’edificio di Villa Medici dai suoi giardini. In primo piano campeggia eretta e maestosa la magnifica facciata e, da sotto un pino, si accenna sullo sfondo la Città Eterna, sulla quale domina la cupola di San Pietro.
Villa Medici deve il proprio nome al Cardinale Ferdinando de’ Medici (1551-1609). Costui affidò nel 1576 all’architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati il compito di ampliare la preesistente villa del Cardinale Ricci, appena acquistata, realizzando l’edificio attuale, divenuto in seguito scrigno di una straordinaria collezione di sculture e dipinti. Il cardinale fece inoltre sistemare i vasti giardini circostanti, che ancora oggi conservano intatto il tracciato del XVI secolo. Oggi sono inoltre dominati da imponenti pini, piantati all’inizio del XIX secolo.
L’edificio mostra una struttura bi-facciale delle facciate. La parte volta verso la città, rivela una aspetto particolarmente austero e rigido, mentre la parte interna, che guarda i giardini, è notevolmente più ornata : è decorata da bassorilievi antichi, ivi disposti nel 1584, raffiguranti scene mitologiche, tra cui il Giudizio di Paride e la storia di Ippolito, mentre sui lati sono rappresentate le sontuose ghirlande dell’Ara Pacis. Maschere di teatro aggiungono all’aspetto decorativo e teatrale dell’insieme. All’altezza della Loggia, magnifiche colonne di marmo cipollino e granito egizio, guidano lo sguardo del visitatore sulla ricca policromia del pavimento in marmo ove è situata la fontana di Mercurio. I due leoni evocano Firenze e Leone X come anche Ferdinando stesso, nato sotto il segno del Leone.
Il verso illustrato della statua di Mercurio, realizzata dal Giambologna (1529-1608), scultore e architetto di origine fiamminga, che visse alla corte dei Medici di Firenze.
Il Mercurio è una figura emblematica di Villa Medici a più di un titolo, infatti, questa scultura di bronzo venne fissata nel posto dov’è oggi sin dalla fine degli anni 1580. L’originale rimarrà al suo posto sino al 1780. Nel 1883, ne verrà realizzata una copia – quella oggi visibile sulla fontana – mentre l’originale è conservato dal museo Bargello di Firenze.
Mercurio, dio romano, presiede ai commerci, all’eloquio e soprattutto trasmette i messaggi di Giove e protegge i viaggiatori. In questa scultura risalta la virtuosità dell’artista : il corpo in equilibrio del giovane dio riposa sul soffio aereo e acquatico di un putto, che trasmette l’ispirazione creativa insufflata dagli dei. Grazie a un perfetto gioco di equilibri anatomici, l’opera esibisce un dinamismo che da vita e presenza al dio messaggero : la sagoma sinuosa, l’anatomia dell’anca, l’equilibrio tra gli opposti, sono elementi plastici propri della scultura manierista della fine del XVI secolo. Dal posto in cui troneggia, la scultura del Giambologna, mostra con l’indice della mano destra ciò che sta alle sue spalle, ossia l’emblema dei Medici (i sei bisanti ) che, posto sulla facciata dell’edificio, domina il visitatore. Quest’ultimo si vede poi guidato dal messaggero degli dei, per trovare ispirazione da un lato e venerare dall’altro la grande famiglia : in tal modo, creazione e storia si coniugano al presente.
LE TAPPE DI REALIZZAZIONE DELLA MEDAGLIA
1 – Il disegno
Ricerca e messa a punto degli schizzi preparatori, disegnati per tradurre in immagine il marchio della futura medaglia.
2 – La scultura
Una volta definiti i motivi del recto e del verso, l’incisore ne inizia a scolpire in bassorilievo i contorni. Questa prima tappa verso la concretizzazione del progetto, passa per la modellatura del disegno in scala tre. In tal modo le grandi masse prendono vita e si
stagliano sul piano. Successivamente, alcuni calchi in contro-calco di gesso, vengono lavorati e incisi a mano, dando forma e vita ai motivi.
Della modellatura finale viene infine fatto un calco che servirà da sagoma per la riproduzione successiva delle sue forme su blocchi d’acciaio.
3 – La riproduzione delle sculture sulle matrici
Un blocco d’acciaio viene posizionato su di un pantografo di riduzione a sinistra mentre il calco in resina della scultura viene fissato a destra. Una volta disposto il tutto, la lavorazione può avere inizio. Un tastatore seguirà l’insieme della superficie della scultura riproducendo le forme incontrate sul blocco d’acciaio, tramite uno strumento di taglio. Questa tappa è lunga e di estrema precisione, in cui è necessario un primo tempo per sgrossare la materia e infine terminare con lo “skim cutting” per incidere i dettagli sull’acciaio.
Tali tecniche di lavorazione sono state operate sia sul recto che sul verso della medaglia.
4 – L’incisione manuale delle matrici in acciaio
Alla fine, l’incisore va a levigare e sopprimere ogni traccia del passaggio della macchina sulla matrice. Questa fase della lavorazione prevede l’uso di bulini, unghielle, ciappoli, ceselli, segnatoi, etc… così, l’incisore ridisegna e rinforza le linee conduttrici dei motivi.
La luce, futura inseparabile compagna, donerà, baciandola, risalto ai rilievi, ai dettagli, come anche alla morbidezza delle forme di quella che sarà la futura medaglia.
La rifinitura a mano è, dunque, ciò che consente all’incisore di dare vita alla futura medaglia e il proprio tratto distintivo all’operato.
5 – Infine, la stampa delle medaglie
Una volta incise, le matrici vengono trattate termicamente per essere successivamente utilizzabili dall’editore.
Le matrici posizionate su di una pressa da 1600 tonnellate, stamperanno medaglia su medaglia dei tondelli in bronzo. Ogni medaglia viene battuta e in seguito ricotta nel forno, poi nuovamente battuta sino a ottenere tutti i rilievi. Dopo questa fase di stampaggio, vengono lavorate col diametro.
La finitura con la patina da il tocco finale alla medaglia, dando rilievo all’opera dell’artista. Tale operazione è rimasta solidamente ancorata alla tradizione artigianale: tutte le medaglie sono infatti riprese e terminate a mano.
La medaglia è davvero ultimata, soltanto alla fine di questo lungo procedimento e rispettando ognuna delle fasi di lavorazione.
Nel 2008, il direttore di Villa Medici, mi ha affidato il compito di concepire e stampare la nuova medaglia dell’Accademia di Francia. La Maison Arthus-Bertrand ne sarà l’editore, imponendosi per la padronanza con la quale da oltre due secoli risponde a ogni esigenza e possiede tutti i segreti necessari ad ottenere il risultato voluto.
Maison Arthus-Bertrand, editore della medaglia
La Maison Arthus-Bertrand nasce nel 1803, con la Legione d’Onore. Diretta sin da allora dai diretti discendenti del suo fondatore e non ha mai cessato di fiancheggiare la storia di Francia, punteggiando il percorso di prestigiose decorazioni e oggetti eccezionali.
Oggi, la Maison Arthus-Bertrand è una delle fabbriche più specializzate al mondo nella realizzazione di medaglie e decorazioni. È inoltre rinomata per il suo talento creativo, che si manifesta in particolar modo nelle sue collezioni di medaglie, gioielli e orologi. Perpetuando nei secoli uno spirito fatto di tradizione e innovazione, Arthus-Bertrand ha festeggiato nel 2003 duecento anni di audacia e fedeltà.
NICOLAS SALAGNAC, INCISORE MEDAGLISTA DEL XXI SECOLO.
L’arte dell’incisione è uno dei mestieri più antichi al mondo. Tuttavia, non è attualmente in un periodo facile. Solo perseverando nel praticarla, quest’arte potrà restituire al mestiere il giusto valore.
Vivendo a Lione, dove fu stampata oltre cinquecento anni or sono la prima medaglia francese, mi batto costantemente perché quest’arte non vada perduta e perché la catena che lega il passato ai nostri giorni non si interrompa.
Affidarmi la realizzazione della nuova medaglia di Villa Medici, luogo dal valore simbolico che ha accolto alcuni tra i migliori medaglisti, è per me un onore e motivo di orgoglio.
In tal modo si riconferma la mia passione e il percorso che mi ha condotto verso l’amore per quest’arte. Sono difatti entrato alla Boulle nel 1985 come ebanista – che era il mestiere di mio nonno – per poi scoprire un nuovo mondo e una nuova materia : l’incisione su acciaio. Il mio insegnante di atelier, Pierre Mignot, ha contribuito a ravvivare il mio interesse per il disegno insegnando, in quei cinque anni, le basi del mestiere di incisore.
Ma il mondo del lavoro mi costringe ad accantonare le illusioni. I tempi che corrono impongono rapidità ed efficacia, e solo il rendimento ha importanza. La mia prima esperienza nel mondo del lavoro è stata dunque assai difficile : la moda è arrivata alle spille e la medaglia tradizionale non è molto richiesta. Nel 2004, poi, una filiale della Maison A. Augis volle sostituire il responsabile di atelier di incisione. Lasciai quindi la capitale di Francia per trasferirmi in quella di Gallia. Mi furono mostrati lavori firmati Claude Cardot, incisore medaglista rinomato e “Meilleur Ouvrier de France” del 1972. l’impatto è immediato e anche se la posta in gioco è alta decido di impegnarmi per accrescere la mia competenza in fatto d’incisione.
Nel 1997, mi candido per concorrere al titolo di “Meilleur Ouvrier de France”, con lo stimolo di poter fiancheggiare e imparare dai “veterani” e di fuggire dalla routine del mio lavoro in atelier. Tre anni dopo e al seguito di un intenso periodo di lavoro, i miei pari riconoscono le mie capacità e, a tutt’oggi, sono l’ultimo vincitore del famigerato titolo di Maestro Incisore di Medaglie.
Indipendente dal 2003 e incoraggiato dalla mia feroce volontà di fare nel mio mestiere ciò che gli altri hanno smesso di fare, seguo tenacemente la strada della qualità, conquistando mercati sempre più prestigiosi. La mia prima commissione ufficiale è stata realizzare una nuova medaglia per la città di Lione. Ultimamente, ho ideato e realizzato la medaglia d’onore del Presidente della Repubblica Francese.
Per questo, ringrazio per l’opportunità concessami oggi di raggiungere il mito di Villa Medici, che dal 1805 coltiva e irradia questa fibra artistica « made in France » del bello e di far mio il detto di Emile Alain : “Non si può far nulla di bello senza entusiasmo”.
Di fronte ai mastri incisori antichi, vincitori del Grand Prix de Rome, è con estrema umiltà e con tutto il mio cuore che offro oggi questa nuova medaglia a Villa Medici.
Nicolas Salagnac, incisore medaglista - “Meilleur Ouvrier de France”, Lione
RINGRAZIAMENTI
La direction de la Villa Médicis et tout spécialement Frédéric Mitterrand, Karim Maatoug et Marc Bayard
Nadine Gelas, Joël Madile, Frédéric Guignard-Perret
Le Musée des Beaux-Arts de Lyon
Michel Amandry, François Planet et Jean-Pol Donné
Julien Lemeunier, écrins et façonnage de Articart - Lyon
Matthieu Cellard, photographe - Lyon - www.matthieucellard.com
SOSTEGNO
Gérard Collomb, sénateur-Maire de Lyon, Président du Grand Lyon
Les Ateliers Charles Jouffre - Tapissier
La Bibliothèque nationale de France
La Maison Arthus-Bertrand – Editeur de la médaille - www.arthus-bertrand.com
Partenaire média Gettyimages
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